L’ansiaSorprendentemente, l’ansia è un meccanismo di difesa prezioso, del quale tutti sono dotati, indispensabile per la sopravvivenza.
Compiere attività come guidare nel traffico, eseguire una riparazione su un’impalcatura o competere in una gara sportiva, senza la minima ansia, come se si fosse rilassati sul divano di casa guardando la televisione, comporterebbe dei gravi pericoli o insuccessi sicuri.
uello stato di attivazione fisica, nervosa, è indispensabile alla riuscita dell’essere umano nell’affrontare molte circostanze quotidiane della vita e deriva da un antichissimo meccanismo di reazione al pericolo, frutto di milioni di anni di evoluzione, definito fight or flight: attacco o fuga.
Il meccanismo di difesa “attaco/fuga”.

Cos’è l’ansia

Scorgendo segni della presenza di un predatore feroce nelle vicinanze, i mammiferi si mettono in stato di massima allerta: il cuore inizia a battere forte e il respiro diventa veloce per rifornire di ossigeno i muscoli, viene rilasciata adrenalina e noradrenalina, la digestione si interrompe, i vasi sanguigni periferici si contraggono e quelli muscolari si dilatano; la visione, l’udito, i sensi in generale si fanno acutissimi, tutto il corpo è in tensione e pronto al massimo dello sforzo. Nell’uomo questo meccanismo di reazione al pericolo è attivato dall’ipotalamo e dall’amigdala, le parti del cervello più interne e ancestrali, e i sintomi soggettivi che genera sono quelli, per l’appunto, dell’ansia. Essendo questo meccanismo così profondo e radicato nel sistema nervoso, anteriore alla nostra evoluzione cognitiva-intellettuale, scatta sempre in qualsiasi situazione importante, al fine di permetterci la massima prestazione, ma non distingue i vari tipi di pericolo. Così durante un esame all’università, davanti a quella persona con cui desideriamo fare bella figura, parlando in pubblico, può capitare che il nostro corpo reagisca come se ci trovassimo di fronte ad un predatore feroce. E’ normale, in quei casi, avvertire i sintomi dell’ansia, anche intensi.
l problema è quando iniziano ad essere sproporzionati alla realtà, presenti troppo frequentemente, compromettendo il nostro benessere e l’integrità dei vari ambiti della vita quotidiana come il lavoro, lo studio, la famiglia, le relazioni sociali, l’amore.

I disturbi d’ansia

Nella psicologia clinica si distinguono tre tipi di disturbi legati all’ansia

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    Il disturbo di ansia generalizzata: caratterizzato da un senso di ansia persistente e un fondo di preoccupazione cronica; si teme, ad esempio, che qualcosa di brutto possa succedere da un momento allʼaltro, oppure che un incidente possa capitare ad un proprio caro.

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    Gli attacchi di panico: la persona soggetta ad un attacco di panico vive, in modo improvviso e del tutto inaspettato, unʼesperienza terribile di ansia. Eʼ sopraffatta da un senso di stordimento, perdita di controllo e confusione; terrorizzata da ciò che sta avvenendo, sente di impazzire, di avere un malore o di morire.

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    Le fobie: costituiscono una paura eccessiva, spesso irrazionale, di determinati oggetti o situazioni che generano quindi ansia intensa e successivo evitamento. Nella fobia di tipo sociale, ad esempio, si ha il timore di arrossire, di sudare oppure di svenire di fronte a persone considerate importanti; il timore crea unʼansia incontrollabile, finendo per realizzare ciò che di peggiore si aveva presagito.

I sintomi

Queste 3 condizioni (ansia generalizzata, attacchi di panico, fobie) si presentano spesso combinate tra loro e con diversi sintomi:

  • senso di irrealtà, confusione, stordimento.
  • giramenti di testa, vertigine.
  • paura e allarme immotivati, pensieri catastrofici come, ad esempio, avere un incidente, un malore oppure commettere atti inconsulti come ferirsi o gettarsi nel vuoto da un piano alto.
  • sentire il proprio cuore battere in modo strano, palpitazioni.
  • appannamento della vista, sensazione di testa vuota.
  • mancanza di respiro, peso al petto, costrizione toracica.
  • sudorazione.
  • nodo alla gola, bocca secca.
  • vampate di calore.
  • tensione muscolare.
  • formicolii.

L’ evitamento

In seguito all’esperienza di uno o più attacchi di ansia/panico, la persona adotta come metodo di difesa l’evitamento delle situazioni o dei luoghi in cui si trovava nel momento della crisi. Con questa strategia però il soggetto non solo non risolve il problema ma tende ad evitare, sempre di più, i luoghi e gli oggetti per lui ansiogeni, finendo col limitare gravemente il proprio campo di azione. Avendo avuto il primo attacco di panico mentre alla guida della proprio auto, si trovava bloccato in una galleria, il paziente inizia a scegliere percorsi stradali nuovi, assicurandosi che non vi siano ulteriori gallerie; successivamente l’idea di poter essere imprigionato nel traffico lo spinge ad evitare le autostrade, non avendo, in quella eventualità, possibilità di fuga. Si limita quindi a prendere la macchina solo per spostarsi in città, ma presto, anche in questa situazione, avverte una tensione costante, finendo, così, per non guidare più.

La caduta dell’autostima, la depressione

Non riuscendo più a “fare le cose come prima”, soffrendo fisicamente e mentalmente, l’autostima cala vertiginosamente e la persona si percepisce fragile, vulnerabile. Si entra in una fase della vita di difficoltà, di malessere, sentendosi a volte, depressi. Nella maggior parte dei casi, non si tratta di un disturbo depressivo autentico, ma di una condizione di disagio causata dalla frustrazione, dallo scoramento, dai problemi posti dai nuovi limiti e ripetuti fallimenti.

Diffusione dell’ansia

Molte persone che soffrono d’ansia, sopraffatte dal peggioramento dei loro sintomi, ad un certo punto temono di non essere normali, di avere una malattia rara, di stare impazzendo.
n realtà, moltissime persone, più di quanto possano immaginare, vivono le medesime emozioni e reagiscono allo stesso modo.
n quarto della gente che incrociamo, camminando per strada tutti i giorni, è affetta da una qualche forma di disturbo d’ansia, e addirittura più della metà dei passanti, prima o poi, sperimenterà nella propria vita almeno un’esperienza di ansia intensa o panico. Basta mettere le parole famous people anxiety nel motore di ricerca google.com per avere liste sorprendenti di celebrità affette da questo disagio.

Le cause

A livello superficiale, una delle cause principali del disturbo è l’interpretazione errata dei sintomi dell’ansia. I sintomi vengono cioè avvertiti come pericolosi, come perdita di controllo e sopraffazione. In poche parole si arriva ad avere “paura della paura” e così l’ansia genera ulteriore ansia, dando il via ad una spirale che, in modo estremamente veloce, porta il soggetto a stare male, all’incapacità, all’attacco di panico.
Una sensazione inconsueta, ad esempio un formicolio, un leggero giramento di testa (tutti, ogni giorno, hanno questo tipo di sensazioni corporee, assolutamente normali) può generare il timore di avere un malore. Riuscire a distinguere correttamente i sintomi dell’ansia, senza lasciarsi trascinare dalla paura è importante; Prendiamo, come esempio, la descrizione di cinque minuti della vita di Sara:
“Camminando inizia ad avvertire un peso al petto, il suo respiro, si fa un po’ più rapido. Percepisce uno strano senso di eccitazione e tensione crescente. Si siede e cerca di rilassarsi ma l’ansia continua a diventare più intensa. Improvvisamente il suo corpo è spinto indietro, si aggrappa con le mani ai lati della sedia e stringe i denti per soffocare un urlo. Lo stomaco le si chiude, il cuore batte forte in gola e sente il viso arrossire. Le emozioni che prova vengono a ondate e sono senza controllo: stordimento, paura, sopraffazione.”
Sara non sta avendo un attacco di panico.
Al contrario, lei stessa è alla ricerca di forte eccitazione: è in un parco di divertimenti e sta facendo un giro sulle montagne russe. L’attivazione nervosa dell’ansia è la stessa presente anche in circostanze piacevolmente emozionanti. In alcuni casi, siamo noi, a etichettare mentalmente, in modo sbagliato, queste sensazioni, a ingigantirle e a interpretarle come pericolose.
A livello più profondo, concorrono a generare il disturbo tre tipologie di cause principali:
1) Fattori genetici
2) Traumi: incidenti, lutti, violenze, abusi.
3) La storia personale ed eventuali problemi/dinamiche inconsce non ancora risolte.

La terapia

Il disturbo d’ansia appare a molti pazienti come qualcosa da cui “non se ne esce”, a causa dell’intensità dei sintomi, apparentemente incontrollabili. Con il percorso terapeutico idoneo, è invece possibile guarire e imparare moltissimo su sé stessi. L’Autoipnosi mettere link può essere di grande aiuto per questo genere di disturbi, in quanto agisce sia sul corpo/sintomi, sia sull’inconscio, la parte più profonda della mente dove si trovano le radici del problema. Lavorando nel profondo, il terapeuta aiuta il paziente a scoprire le sue personali risorse, utili ad affrontare le difficoltà e a liberarsi dagli schemi restrittivi che limitano la libertà e la forza creativa, diventando così più forti e sicuri.

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